Cassazione su cartello autocarri dichiara inammissibile il ricorso di Iveco sulla prescrizione. Nuova conferma per le azioni risarcitorie di ALI- Antitrust Litigation Investment
Nel contesto del contenzioso promosso dalle imprese danneggiate dal cartello dei costruttori di autocarri, accertato dalla Commissione Europea, si segnala l’ordinanza del 16 luglio 2025 con cui la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Iveco. L’azienda aveva impugnato la sentenza della Corte d’Appello di Milano che – nel confermare la decisione del Tribunale – aveva rigettato l’eccezione di prescrizione, riconoscendo la piena rilevanza dell’accertamento effettuato dalla Commissione europea.
Il contenzioso trae origine dalle azioni organizzate da ALI – Antitrust Litigation Investment, con il patrocinio legale dello Studio Legale Scoccini & Associati, che assiste le imprese attrici nella richiesta di risarcimento del danno subito a causa delle sovrafatturazioni derivanti dal cartello.
Iveco sosteneva che il termine di prescrizione quinquennale dovesse decorrere dall’avvio delle indagini europee, e non dalla pubblicazione della decisione finale. Il Tribunale di Milano, con sentenza non definitiva, aveva respinto tale eccezione ritenendo che solo la decisione firmale della Commissione avesse fornito agli acquirenti una conoscenza adeguata e giuridicamente rilevante dell’illecito e del danno.
La Corte d’Appello di Milano, nel 2023, con sentenza n. 2874, confermava integralmente questa ricostruzione.
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 16 luglio 2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo il principio già affermato nei precedenti Cass. n. 1923/2025 e Cass. n. 5232/2024 e alla luce della sentenza della Corte di Giustizia UE (C-267/20, 22 giugno 2022):
«Il termine di prescrizione dell’azione risarcitoria per illecito anticoncorrenziale inizia a decorrere solo dal momento in cui la parte lesa sia stata adeguatamente informata, o possa ragionevolmente presumersi tale, dell’esistenza del danno e della sua ingiustizia.»
Non è sufficiente, secondo la Suprema Corte, percepire un generico aumento di prezzo: l’impresa deve poter collegare l’incremento alla condotta illecita e individuarne l’autore.
Il ricorso di Iveco è stato quindi integralmente respinto, con condanna alle spese in favore delle imprese rappresentate dallo Studio Legale Scoccini & Associati e beneficiarie delle iniziative di finanziamento e organizzazione del contenzioso promosse da ALI.
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Commento finale – ALI Antitrust Litigation Investment
ALI Antitrust Litigation Investment esprime piena soddisfazione per l’ordinanza della Corte di Cassazione, che conferma la correttezza dell’impianto giuridico seguito sin dall’avvio delle azioni e rafforza il quadro di tutela dei danneggiati nei contenziosi antitrust.
La decisione si inserisce in un filone giurisprudenziale ormai solido e coerente, che ribadisce la necessità di garantire un’effettiva possibilità di esercitare i diritti risarcitori anche in presenza di condotte complesse e opache come i cartelli.
ALI apprezza in particolare la rapidità con cui la Suprema Corte ha definito il ricorso e la chiarezza della motivazione, elementi che contribuiscono a consolidare la certezza del diritto e l’affidabilità del sistema di private enforcement in Italia.
Il risultato ottenuto conferma la qualità del lavoro svolto insieme allo Studio Legale Scoccini & Associati, con cui ALI continuerà a collaborare per promuovere azioni efficaci, sostenibili e fondate sulle migliori analisi economiche e giuridiche disponibili.
© redazione ALI
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